Dopo un periodo di assenza nel web, il Circolo di Basiglio "Enzo Biagi", ritorna con un direttivo rinnovato.
Daniela Re diventa nuova portavoce del Circolo
Giovanni Monaco suo braccio destro rimane responsabile economico
si aggiungono due componenti:
Mario D'Andrea che si occuperà delle problematiche sociali e del lavoro
Gianluca Schiavo che si occuperà dei giovani e della cultura
Barbara Ripa Di Meana, che per questioni di impegni personali ha dovuto lasciare il ruolo di portavoce, si occuperà delle tematiche femminili.
mercoledì 4 febbraio 2009
lunedì 24 novembre 2008
venerdì 18 luglio 2008
Aderire non è mai un obbligo, è una scelta, ma in questo mondo che sta conoscendo una crisi economica come non l'abbiamo conosciuta da quasi 80 anni, in questo mondo dove il rischio di guerre nucleari è più vivo che mai, in quest'Italia appesa ad un uomo, ai suoi problemi, in quest'Italia dove ogni giorno accadono cose che avevamo già visto, in quest'Italia dove non sorride più neanche il ministro dell'economia che aveva promesso sogni, in quest'Italia alcuni di noi hanno pensato che si può ancora cambiare. Lo stiamo facendo magari compiendo errori, omissioni, con lentezza, litigando, ma stiamo facendo una cosa nuova, coraggiosa e difficile, un nuovo partito, il Partito che non c'era, il Partito Democratico. Ci vorrà tempo, testa, cuore, lungimiranza, pazienza e onestà, ma io in questo partito credo. Siamo solo all'inizio di un viaggio, incominciamo a prendere il biglietto.Emanuele Fiano
Ezio Casati nuovo Segretario dell'area metropolitana di Milano
Ezio Casati è il nuovo segretario dell'area metropolitana di Milano del Partito Democratico.E' stato eletto , con il 75 per cento delle preferenze, da oltre 8.000 partecipanti che si sono presentati alle urne, in 165 circoli.
Ezio Casati ha ricevuto le congratulazioni di Walter Veltroni, che giudica queste primarie "un ottimo risultato e una straordinaria prova di impegno e di vitalità» , il segretario regionale Maurizio Martina complimentandosi con Casati ha sottolineato come questa sia "Una tappa importante del nostro lavoro di radicamento in Lombardia"
Per il nuovo segretario bisogna "riconquistare la fiducia della gente. Dobbiamo lavorare a un PD che sappia intercettare i bisogni e riavvicinare le persone alla politica. Penso ai salari, alle carenze delle infrastrutture, ai problemi di chi vive nell' area metropolitana. Dovremo essere un partito di progetto anche su temi come l' Expo. E servirà un grande lavoro di squadra"
Queste elezioni sono state un ballottaggio tra Ezio Casati e Piervito Antoniazzi, che ha ottenuto il 25% dei voti in Provincia e un consenso più ampio, il 36%, a Milano ed ha commentato "è un dato di protesta significativo, il risultato conferma la necessità di ridiscutere il modello organizzativo del Pd. Serve un referendum sulle alleanze in Provincia e primarie per le candidature"
sabato 12 luglio 2008
Elezione diretta del Segretario del PD Metropolitano Milanese
Care Democratiche e cari Democratici,
Vi informiamo che domenica 13 luglio dalle ore 10 alle ore 13, saremo presenti con un nostro gazebo presso l'area del Super Unes di Basiglio.
In tale occasione si svolgeranno le votazioni per l’elezione del Segretario Metropolitano del PD.
(possono votare i possessori dell’attestato di fondatore del PD e coloro i quali intendono diventare fondatori).
Vi attendiamo numerosi domenica mattina
Il Circolo del PD "Enzo Biagi" di Basiglio
Vi informiamo che domenica 13 luglio dalle ore 10 alle ore 13, saremo presenti con un nostro gazebo presso l'area del Super Unes di Basiglio.
In tale occasione si svolgeranno le votazioni per l’elezione del Segretario Metropolitano del PD.
(possono votare i possessori dell’attestato di fondatore del PD e coloro i quali intendono diventare fondatori).
Vi attendiamo numerosi domenica mattina
Il Circolo del PD "Enzo Biagi" di Basiglio
venerdì 6 giugno 2008
Fuori la paura
“Mai come oggi il mondo è arroccato dietro posizioni chiuse ed identitarie. La nostra missione deve essere quella di combattere l’egoismo sociale, di rompere il clima di paura, di rigenerare speranza. A partire dalle giovani generazioni”. Con queste parole, il segretario del PD Walter Veltroni è intervenuto a Roma in occasione di un incontro del Governo ombra con le associazioni giovanili. Incontro organizzato e promosso dalla ministra ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno.
“Perdonatemi ma il mio intervento non sarà di tipo istituzionale”, ha detto Veltroni rivolgendosi ai tanti giovani accorsi nella splendida cornice della Limonaia di Villa Torlonia. Ed in effetti il segretario del PD si rivolge a loro con un tono e con delle parole, che di istituzionale, nell’accezione più limitante del termine, hanno ben poco. “Viviamo in un’epoca nella quale tutto viene condizionato da un profondo sentimento di paura”. Sentimento diffuso con capillare efficacia e profondità. La politica, gli opinion leader, i media: sembra quasi un complotto.
Veltroni fa degli esempi: “Due giorni fa tutti i media davano la notizia di una fuga di scorie tossiche da una centrale nucleare in Slovenia, senza neppure dare il tempo di fare accertamenti”, e scoprire che in realtà si trattava solo di fughe d’acqua. “Allo stesso modo, l’altro ieri, tutte le edizioni on line dei quotidiani nazionali davano come una delle prime evidenze la notizia che un cittadino italiano aveva stuprato una ragazza marocchina, ben specificando la nazionalità di entrambi”.
E’ questo il circolo vizioso che Veltroni auspica si possa spezzare. Un circuito che entra nelle viscere della gente, anche di molti ragazzi. Un circuito che non consente ad una società di crescere, ma che la richiude dentro se stessa e le sue paure. Paura, è questa la parola che il leader del PD cita più spesso durante suo intervento. Paura del diverso, paura di tutto ciò che si allontana dalla nostra concezione del mondo. Paura del futuro. La condizione che i cittadini italiani si trovano ad affrontare è difficile, non si può fare finta che i problemi non esistono. Ma le “risposte semplificate” ai problemi non servono a nulla.
Oggi, purtroppo, sembra prevalere “un ceto politico e mediatico” che punta a proporre soluzioni “illusorie ed effimere”, che alimenta e sovradimensiona la paura. E che sembra offrire come unica risposta l’arroccamento dietro posizioni identitarie. Da qui l’idealizzazione della parola ‘rom’, “tre lettere per una parola che è diventata una sorta di capro espiatorio”. Ed appunto, le risposte illusorie, come l’introduzione del reato di clandestinità, “un errore del quale i cittadini capiranno ben presto l’inefficacia”.
Per fare uscire la società italiana da questo circolo, occorre innanzi tutto riconsegnarle certezza sociale e speranza nel futuro. “L’unica cosa di cui avere paura è la paura, diceva Roosvelt”. E’ la paura che fa prevalere nella società un senso di conservazione e non di innovazione. E allora serve minare le basi di questo paradigma. Serve lottare contro il precariato che nega un futuro ai nostri giovani, serve fare tornare la scuola al centro delle grandi questioni nazionali, farla diventare un grande laboratorio sociale. Servono spazi per i giovani, dove sviluppare cultura, creatività. “E’ l’idea – dice Veltroni – di una società aperta, che investe per le giovani generazioni”. Una società che apre se stessa davanti alle giovani generazioni, a partire dalla politica e dal Partito Democratico stesso. “Abbiamo bisogno di gente nuova che assuma la guida del nostro partito, di nuove generazioni che diventino protagoniste, senza i difetti delle vecchie generazioni”.
Il tutto rientra in un quadro più generale. Quello che Veltroni chiama “egoismo sociale” e che sembra pervadere tutti i diversi ambiti e livelli della nostra società. “Dobbiamo avere il coraggio di combattere tutto questo. Di restituire certezze e speranze”. Perché, come recita il finale di un film di Sean Penn, citato in conclusione del suo intervento da Walter Veltroni, “la felicità è tale solo se è condivisa”.
“Perdonatemi ma il mio intervento non sarà di tipo istituzionale”, ha detto Veltroni rivolgendosi ai tanti giovani accorsi nella splendida cornice della Limonaia di Villa Torlonia. Ed in effetti il segretario del PD si rivolge a loro con un tono e con delle parole, che di istituzionale, nell’accezione più limitante del termine, hanno ben poco. “Viviamo in un’epoca nella quale tutto viene condizionato da un profondo sentimento di paura”. Sentimento diffuso con capillare efficacia e profondità. La politica, gli opinion leader, i media: sembra quasi un complotto.
Veltroni fa degli esempi: “Due giorni fa tutti i media davano la notizia di una fuga di scorie tossiche da una centrale nucleare in Slovenia, senza neppure dare il tempo di fare accertamenti”, e scoprire che in realtà si trattava solo di fughe d’acqua. “Allo stesso modo, l’altro ieri, tutte le edizioni on line dei quotidiani nazionali davano come una delle prime evidenze la notizia che un cittadino italiano aveva stuprato una ragazza marocchina, ben specificando la nazionalità di entrambi”.
E’ questo il circolo vizioso che Veltroni auspica si possa spezzare. Un circuito che entra nelle viscere della gente, anche di molti ragazzi. Un circuito che non consente ad una società di crescere, ma che la richiude dentro se stessa e le sue paure. Paura, è questa la parola che il leader del PD cita più spesso durante suo intervento. Paura del diverso, paura di tutto ciò che si allontana dalla nostra concezione del mondo. Paura del futuro. La condizione che i cittadini italiani si trovano ad affrontare è difficile, non si può fare finta che i problemi non esistono. Ma le “risposte semplificate” ai problemi non servono a nulla.
Oggi, purtroppo, sembra prevalere “un ceto politico e mediatico” che punta a proporre soluzioni “illusorie ed effimere”, che alimenta e sovradimensiona la paura. E che sembra offrire come unica risposta l’arroccamento dietro posizioni identitarie. Da qui l’idealizzazione della parola ‘rom’, “tre lettere per una parola che è diventata una sorta di capro espiatorio”. Ed appunto, le risposte illusorie, come l’introduzione del reato di clandestinità, “un errore del quale i cittadini capiranno ben presto l’inefficacia”.
Per fare uscire la società italiana da questo circolo, occorre innanzi tutto riconsegnarle certezza sociale e speranza nel futuro. “L’unica cosa di cui avere paura è la paura, diceva Roosvelt”. E’ la paura che fa prevalere nella società un senso di conservazione e non di innovazione. E allora serve minare le basi di questo paradigma. Serve lottare contro il precariato che nega un futuro ai nostri giovani, serve fare tornare la scuola al centro delle grandi questioni nazionali, farla diventare un grande laboratorio sociale. Servono spazi per i giovani, dove sviluppare cultura, creatività. “E’ l’idea – dice Veltroni – di una società aperta, che investe per le giovani generazioni”. Una società che apre se stessa davanti alle giovani generazioni, a partire dalla politica e dal Partito Democratico stesso. “Abbiamo bisogno di gente nuova che assuma la guida del nostro partito, di nuove generazioni che diventino protagoniste, senza i difetti delle vecchie generazioni”.
Il tutto rientra in un quadro più generale. Quello che Veltroni chiama “egoismo sociale” e che sembra pervadere tutti i diversi ambiti e livelli della nostra società. “Dobbiamo avere il coraggio di combattere tutto questo. Di restituire certezze e speranze”. Perché, come recita il finale di un film di Sean Penn, citato in conclusione del suo intervento da Walter Veltroni, “la felicità è tale solo se è condivisa”.
giovedì 5 giugno 2008
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